Il vangelo
La notizia migliore
"Vangelo" significa letteralmente "buona notizia": e che buona notizia! Ma per comprenderne davvero la portata, è prima necessario capire tutta la gravità del nostro problema: la cattiva notizia.
1. Dio: Santo, Unico e Creatore
Dio è unico. Non soltanto perché è l'unico vero Dio, ma anche perché nessuno può afferrarlo con la propria mente o avvicinarsi a Lui con le proprie forze. Un po' come il sole, Dio non si può fissare né raggiungere.
È questo che intendiamo quando affermiamo che è santo: Dio è distinto dal creato, indipendente, immortale e sovrano su tutto. Eppure, questo stesso Dio si è compiaciuto nel crearci affinché potessimo vivere in relazione con Lui e conoscerlo per ciò che è veramente: buono, fedele, generoso e fonte inesauribile di vita.
2. Il Peccato: La radice del nostro problema
Tuttavia, l'umanità non si è fidata di Dio e lo ha disonorato, scegliendo la via della disobbedienza e dell’apparente autonomia. Poiché Dio è la fonte stessa del Bene — e il Bene non può esistere separato da Lui — rifiutarlo è un atto profondamente immorale. Perciò, voltando le spalle al nostro Creatore, abbiamo rigettato l'unica vera origine di ogni bontà e giustizia, diventando schiavi del nostro peccato.
La giusta condanna di Dio pesa ora su di noi, e la conseguenza più evidente è l'inevitabilità della sofferenza e della morte fisica. Ma il problema è ancora più profondo: siamo afflitti da un torpore spirituale che ci rende incapaci di cercare davvero Dio o di amarlo con tutto il cuore. Se siamo onesti con noi stessi, le nostre inclinazioni e i nostri desideri più profondi ce lo dimostrano ogni giorno.
Riconoscere il nostro peccato è sempre doloroso e umiliante, ma quando accade è la prova che Dio sta operando in noi, donandoci nuova vita e chiamandoci a Sé.
3. Gesù Cristo: La risposta di Dio
Nonostante la nostra ribellione, Dio si è mostrato misericordioso verso l'umanità e ha fornito Egli stesso la soluzione definitiva: Suo Figlio Gesù Cristo. Nato come vero essere umano, pur rimanendo pienamente Dio nella Sua persona, Gesù di Nazaret ha vissuto una vita di perfetta obbedienza. È stato tentato in ogni cosa, ma non ha mai peccato.
Tuttavia, Gesù non è venuto semplicemente per lasciarci un esempio: con la Sua vita perfetta ha meritato per noi la vita eterna e, con la Sua morte in croce, ha preso volontariamente su di Sé la nostra giusta condanna. La giustizia di Dio è stata così soddisfatta, rendendo possibile il nostro perdono. Solo una persona divina, eterna e innocente avrebbe potuto portare quel peso e pagare quel prezzo per salvare chi si affida a Lui.
Ma la buona notizia non finisce qui: dopo tre giorni, Gesù è risorto dai morti, dando la prova finale del trionfo della Sua opera e confermando ogni Sua promessa presente e futura per chiunque crede in Lui.
4. La Salvezza: Un dono totalmente gratuito
Il perdono e la vita eterna sono un dono totalmente gratuito e immeritato. Li riceviamo unicamente riponendo tutta la nostra fiducia nella persona e nell'opera di Gesù Cristo.
Ma Dio non si limita a perdonare chi si affida a Lui: Egli ci adotta come Suoi figli e fa abitare in noi lo Spirito Santo, che ci sostiene e preserva la nostra fede. Liberati dall’illusione di poterci salvare da soli, è poi la gratitudine per un dono così immenso a spingerci a obbedirGli, seguendo Gesù, lottando contro il peccato e vivendo per la Sua gloria.
In questo cammino, guardiamo avanti con una speranza incrollabile, attendendo il giorno in cui Gesù ritornerà nella Sua gloria davanti agli occhi di tutti. Allora compirà pienamente la Sua opera, liberando chi crede in Lui e l'intero creato dal peccato e dalla morte per sempre.
Per tutti questi motivi, il Vangelo del dono della grazia immeritata in Gesù Cristo è davvero la migliore notizia che un essere umano possa mai ascoltare!
«Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.»
(Vangelo secondo Matteo, 11:28)
«Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati e affinché vengano dalla presenza del Signore dei tempi di ristoro…»
(Atti degli Apostoli, 3:19-20)
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